Lavanda: le profumatissime spighe violette

Lavanda: le profumatissime spighe violette

La lavanda il cui nome comune, come del resto quello scientifico, deriva dal latino "lavare" (lavaggio, da lavare) è una pianta diffusa nel bacino del Mediterraneo, in Nord Africa e dalla Penisola Arabica sino all'India. In Italia sono 5 le specie spontanee di cui due vivono sull'arco alpino nelle provincie di Imperia Cuneo e Como.

Nel Medio Evo la lavanda veniva usata per lavarsi ma già i romani la utilizzavano sia come detergente che per profumare l'acqua delle terme. Veniva usata anche in decotti per curare pelle e capelli. Sino al 1700 la si strofinava sui pavimenti per disinfettare.

In epoca elisabettiana le dame solevano applicare sacchetti contenenti lavanda alle sottogonne, da qui tra l'origine di mettere sacchetti di lavanda fra la biancheria.

In tempi antichi veniva usata per creare portafortuna e talismani per pratiche magiche contro disgrazie e demoni.

 

La lavanda è una pianta sempreverde alta da 60 centimetri ad un metro con fusto legnoso alla base. Le foglie sono di color verde grigiastro non appariscenti, i fiori, raggruppati in sottili spighe, variano dal violetto, blu-violetto al porpora o biancastro.

L’olio essenziale di lavanda possiede principi attivi che lo rendono efficace come antidepressivo, tranquillizzante, decongestionante, rilassante, mal di testa, insonnia e contro le vertigini, allevia il prurito dovuto alle punture di insetti, cura le scottature; massaggiare con alcune gocce. Contro l’insonnia può essere d’aiuto mettere alcune gocce di lavanda sul cuscino o su di un fazzoletto da tenere accanto al cuscino stesso.

I fiori di lavanda raccolti e lasciati essiccare sono utilissimi per comporre dei sacchetti per profumare armadi e biancheria.

I fiori di lavanda si utilizzano per preparare infusi, decotti ed oleoliti; come sempre raccomandiamo di non assumere oli essenziali ma anche decotti e tisane ” fai da te”, chiede sempre il parere almeno di un erborista diplomato. Alcuni oli essenziali se ingeriti possono provocare danni anche gravi.