Arnica Montana l'Erba delle cadute

Arnica Montana l'Erba delle cadute

L’Arnica montana è un’erba medicinale ampiamente utilizzata in erboristeria, fitoterapia ed omeopatia viene citata nelle opere di medicina ed erboristeria solo a partire dal XII secolo. La prima documentazione completa si ritrova in un manuale di giardinaggio del 1731.

Il nome “Arnica” viene fatto risalire dai più al greco ptarmikos (starnutire) per l’effetto starnutatorio provocato dell’odore della pianta e arnica venivano chiamate anche altre varietà aventi anch’esse dei grandi capolini gialli.

L’Arnica cresce spontanea in tutto il continente europeo, escluse le isole britanniche, a partire da 500 metri di altitudine sino ai 2500 metri, è assente nelle pianure.  La pianta può raggiungere i 60 cm di altezza e i fiori gli 8 centimetri. I capolini sono composti da due elementi, quelli esterni sono gialli, lunghi e spesso disposti disordinatamente e piegati in tutte le direzioni. Quelli interni sono tubolosi, ermafroditi e di colore più scuro dall’arancio al bruno.

L’Arnica è una specie protetta e in molti paesi ne è vietata la raccolta; è conosciuta anche come “erba delle cadute” “tabacco di montagna o Tabac de Voges” per l’abitudine dei montanari di utilizzarla come tabacco da pipa o da fiuto.

Il divieto di raccolta rende problematica la sua produzione su scala industriale e spesso si utilizzano altri tipi di Arnica quali l’Arnica chamissonis less.

L’Arnica è tossica e pur trovandosi in commercio in tintura madre si consiglia di utilizzarla solo per uso esterno, su pelle integra, sotto forma di pomata od unguento. L’uso interno non prescritto da un medico potrebbe causare  sintomi di avvelenamento, un tempo infatti era utilizzata come veleno.

 Ha proprietà antireumatiche, analgesiche, antisettiche, viene utilizzata per traumi, slogature, dolori muscolari, edemi, foruncolosi, scottature e punture d’insetto. Viene utilizzata nella pratica medico sportiva per le sue proprietà antidolorifiche su tutti i tipi di traumi sportivi e lividi.

 Fra i suoi estimatori si annoverano Santa Ildegarda, la Scuola Salernitana e il poeta tedesco Goethe.

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